“Il fosso citato come “fosso di raccolta di acque bianche” รจ un fosso presente da sempre e giร rappresentato nella carta del catasto alessandrino del 1660″.

Le 10 querce abbattute in via Tito Livio a Marco Simone di Guidonia
Inizia cosรฌ la lettera inviata alla redazione del quotidiano on line Tiburno.Tv da parte dei membri di Anva, lโAssociazione Naturalistica Valle dellโAniene, che ieri, mercoledรฌ 14 ottobre, hanno inviato una segnalazione alla Procura di Tivoli relativa all’abbattimento di dieci querce a Marco Simone di Guidonia per realizzare 4 ville (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Il permesso di abbattimento delle 10 querce rilasciato dal dirigenteย Flavio Fabbietti
I naturalisti contestano l’amministrazione comunale per aver autorizzato il taglio degli alberi ad โOpera Srlโ, la societร amministrata dalla 34enne imprenditrice Sharon Garofalo di Marino, proprietaria dellโarea edificabile di circa 4 mila metri quadratiย sita tra Via Tacito e Via Tito Livio.
In particolare, i botanici evidenziano la presenza di un fosso che taglia a metร il terreno risalente nei secoli.
“Quel fosso – spiegano i membri di Anva – era l’unico emissario del Laghetto (il bacino idrografico che ha resistito fino alla seconda metร del secolo scorso e che dร il nome al quartiere), quando vi era ancora acqua.
A sinistra, un’immagine dell’area dal Geoportale Nazionale; a destra, la stessa area ripresa dalla carta dell’Istituto Geografico Militare
Ora che il Laghetto รจ drenato quel fosso riceve comunque l’acqua piovana da quella vallata ubicata in Via Tacito, che si vede chiaramente nelle isoipse (curve di livello) della Figura 1, convogliandola fino al Fosso dell’Inviolata.
Sullo stralcio di carta dell’Istituto Geografico Militare (Figura 1 a destra) si vede chiaramente la presenza del fosso anche nei punti dove ora รจ tombato, cosa che presumibilmente faranno con le nuove costruzioni”.
“Per quanto riguarda il bosco – prosegue la lettera dei naturalisti – รจ evidente dalle immagini aeree e satellitari che era un bosco ripariale, ossia una tipologia di bosco che cresce lungo un corso d’acqua (fosso, fiume, canale, ecc.).
Nella Figura 2, immagini aeree dell’area relative agli anni 1954, 1988, 2001 e 2026; cerchiato in rosso, il terreno soggetto al taglio delle 10 querce
Infatti si nota proprio la “striscia scura” di vegetazione nell’immagine del 1954 (Figura 2), e nelle successive si vedono bene anche gli alberi.
Alberi che erano presenti anche dove ora c’รจ la scuola per l’infanzia in Via Tacito, nella proprietร confinante con quella interessata dal taglio boschivo.
Il terreno stesso interessato dagli abbattimenti negli anni รจ stato soggetto ad alcuni lavori, ma in nessun caso รจ stata toccata la vegetazione, che proprio per la sua posizione prossima al fosso risiedeva su una parte del terreno molto in pendenza.
Ciรฒ evidenzia che quello abbattuto era effettivamente l’ultimo frammento di bosco ripariale presente nel centro abitato e che la valutazione fatta in sede di decisione รจ errata.
I requisiti che regolano la definizione “legale” di bosco si basano su criteri di superficie e di larghezza della superficie occupata dalla vegetazione.
Requisiti che spesso non vengono rispettati dai boschi ripariali o da frammenti di essi che per definizione sono situati lungo un corso d’acqua e per questo motivo risultano sottili.
Ma ciรฒ non li rende in alcun modo dei “filari di alberi di origine antropica” e non li rende meno importanti e quindi da sacrificare in nome dell’urbanizzazione.
A Marco Simone fortunatamente ancora resistono dei lembi degli antichi boschi che un tempo ricoprivano una superficie maggiore”.


































