di Francesca Romana Severini
Diplomato con 100 presso l’Istituto di Istruzione Superiore Enrico Fermi, nell’indirizzo di Grafica e Comunicazione, Francesco Amodio, classe 2007 di Tivoli, ha tutte le caratteristiche giuste per sfatare il mito dei “giovani scansafatiche”.
Sopra e sotto, alcune immagini di Francesco Amodio, 19enne studente dell’Istituto tecnico Fermi di Tivoli
Di mattina si dedica allo studio con costanza e determinazione, tanto da non essere nuovo a risultati di questo livello: già in terza media era stato promosso con 10 presso l’Istituto Alfredo Baccelli della sua città.
Il pomeriggio, invece, è dedicato al tiro a segno, disciplina che pratica da otto anni presso l’impianto del “Tiro a Segno Nazionale-TSN” Sezione di Tivoli.
Francesco ama tutte quelle attività in cui la concentrazione diventa parte fondamentale del risultato.
«Ho iniziato il tiro a segno per caso – spiega ai microfoni di Tiburno.tv. – Ho visto un volantino e ho detto: “Proviamo”. Prima ero un nuotatore della S.S. Lazio di Tivoli, ma non mi piaceva.
Sono più un tipo da sfide. Nel tempo libero, ad esempio, gioco a videogiochi come GTA. È divertente», racconta.
Il papà, Alessandro, di 58 anni, lavora come tecnico antincendio; la mamma, Ombretta Mancini, di 55 anni, è invece collaboratrice scolastica presso lo stesso istituto dove studiava il figlio.
La sorella Agnese, di 22 anni, studia all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove anche il diciannovenne sogna di entrare.
Francesco Amodio e la mamma, Ombretta Mancini
Francesco si racconta, parlando della convivenza con la mamma nella stessa scuola e del futuro che spera di realizzare.
Francesco, in una parte del tuo percorso alle superiori tua madre ha lavorato come bidella nello stesso istituto.
Com’è stata per te questa esperienza? L’hai vissuta come un punto di riferimento e una sicurezza oppure, a volte, ti è pesata?
<<Sinceramente nessuna delle due in quanto ho continuato il mio percorso scolastico autonomamente, come nei 3 anni precedenti, e poiché mia madre lavorava in un settore distante dalla mia classe, sono state poche le occasioni in cui ci siamo incrociati, in ogni caso sapevo dove trovarla! >>.
Da otto anni Francesco pratica il tiro a segno presso il TSN di Tivoli
Hai un ricordo particolare che racconta bene cosa ha significato condividere, almeno in parte, anche quell’ambiente con lei?
<<Sì, nei primi giorni di quest’anno scolastico ci sono state delle contestazioni al nuovo dirigente da una parte degli studenti, per cui si creava confusione all’ingresso e non era facile capire come entrare nell’istituto a causa della folla che stazionava all’entrata, in queste occasioni la presenza di mia madre è stata di supporto>>.
Cosa rappresenta per te il 100?
<<Per me il 100 rappresenta un punto di arrivo, a conclusione di un lungo percorso che alla fine ha premiato il mio impegno e la mia costanza; allo stesso tempo è un ottimo punto di partenza e un incoraggiamento per il prossimo ciclo di studi>>.
Puntavi al massimo dei voti? Te lo aspettavi?
<<Non nascondo che il 100 sia stato molto gratificante, ma sono consapevole di aver acquisito in questi 5 anni delle competenze che in ogni caso sarebbero rimaste parte del mio bagaglio personale>>.
Ti sentivi abbastanza preparato per questo esame finale? Avevi ansia o eri tranquillo?
<<Mi sentivo abbastanza preparato, poiché avevo avuto modo di mettermi alla prova durante le simulazioni svolte a scuola, e avevo assistito agli esami di alcuni miei amici.
Ciò non toglie che ho avuto un po’ di emozione quando è arrivato il mio turno>>.
Il tuo percorso di studi ti ha preparato a questo esame finale oppure avresti preferito che fosse diverso?
Se sì, come?
<<Si, nel complesso il percorso era adeguato rispetto a ciò che veniva richiesto in sede d’esame, ovviamente se avevi studiato!>>.
Cosa pensi della nuova modalità d’esame?
<<Non avendo assistito personalmente alla tipologia di esame precedente non ho elementi oggettivi per fare un confronto, però non nascondo che aver evitato l’estrazione dell’immagine a sorpresa non mi è dispiaciuto!>>.
Per ottenere risultati simili, quante ore dedichi allo studio?
<<Più che la quantità di ore dedicata allo studio, ciò che conta è l’impegno e la costanza.
In ogni caso penso che ognuno debba capire da solo quanto tempo gli occorre per ogni materia, così da poter dedicare più tempo alle materie che gli risultano più ostiche>>.
Come riesci a conciliare studio e vita sociale?
<<Non mi sono mai sentito limitato dalla mia vita di studente, e mi sono ritagliato spazi per la mia attività sportiva, i miei passatempi e qualche uscita con gli amici>>.
Sceglieresti di nuovo il tuo Liceo?
<<Sì, non mi sono mai pentito della mia scelta, poiché ho potuto studiare materie che mi interessavano>>.
Hai scelto l’università?Se sì, quale facoltà? Se no, cosa farai dopo?
<<Si, ho scelto di continuare questo percorso di studi all’Accademia di Belle Arti di Roma>>.
Cosa sogni di fare da grande?
<<Spero di potermi inserire nell’ambito lavorativo del settore grafico dopo essermi laureato>>.
Vorresti rimanere in Italia o andare all’estero?
<<Non ho preferenze al momento, se in futuro dovesse capitarmi un’opportunità formativa o lavorativa all’estero, la coglierei con entusiasmo>>.
Secondo te il merito è premiato in Italia?
<<Non sempre, dipende dalle situazioni, dall’ambiente e forse anche dalla fortuna>>.
Un tempo gli studenti con una media alta venivano chiamati secchioni e oggi nerd.
Sei mai stato chiamato così?
Ti senti un secchione?
E quale valenza dai al termine?
<<Sì, mi è capitato di essere chiamato così in maniera scherzosa, di conseguenza non l’ho mai vissuto come un’offesa>>.
Quanto è importante studiare? E perché?
<<Penso che studiare sia molto importante per avere una cultura personale che ti consenta di comprendere le dinamiche del mondo in cui viviamo>>.
Sei sui social? Se sì, quanto tempo li usi?
<<Sì su alcuni, e non dedico a tutti lo stesso tempo>>.
Cosa ti rimane di più di questi anni di scuola?
<<Le amicizie e le esperienze dei progetti legati a collaborazioni con enti esterni (Tibur Film Commission, Teatro la Fenice di Arsoli, Comune di Tivoli, ecc)>>.
C’è un episodio o un professore che ricorderai e perché?
<<No, ho tanti ricordi curiosi legati a situazioni, luoghi e persone diverse>>.
Secondo un luogo comune diffuso sui Social, non è detto che il diplomato col massimo dei voti si realizzi nella vita più di uno studente medio. Cosa ne pensi?
<<Sono d’accordo, ci sono tanti esempi di imprenditori, scrittori, musicisti eccetera, che hanno raggiunto grandi obiettivi lavorativi pur non essendo stati ottimi studenti o addirittura non avendo concluso gli studi>>.
Secondo te la legge Valditara rafforza il concetto di responsabilità e rispetto nelle giovani generazioni? E come?
<<Penso che la risposta la avremo tra qualche anno, comunque alcuni provvedimenti potrebbero dare buoni frutti. Per esempio utilizzare le sospensioni per coinvolgere gli studenti in percorsi formativi come i lavori socialmente utili possono far conoscere ai ragazzi realtà lontane dalle loro esperienze quotidiane e suscitare un senso di responsabilità verso la comunità>>.
































