I Carabinieri del Nucleo Forestale di Guidonia Montecelio hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Tivoli, due italiani, padre e figlio di 70 e 50 anni, ritenuti colposamente responsabili di un incendio boschivo in agro del comune di Marcellina.
Secondo un comunicato stampa diffuso oggi, martedì 4 agosto, dal Comando provinciale dell’Arma, l’attività investigativa del Nucleo Carabinieri Forestale di Guidonia Montecelio è scaturita dalla denuncia presentata dal proprietario di un fondo agricolo contiguo, gravemente danneggiato dal fuoco.
Gli accertamenti dei Carabinieri Forestale sono stati condotti anche mediante l’applicazione in campo del M.E.F. (Metodo delle Evidenze Fisiche), il quale consente di riconoscere attraverso i segni che il fuoco lascia durante il suo passaggio su vegetazione, pietre, recinzioni e altri elementi il percorso delle fiamme e stabilire conseguentemente il punto d’innesco del rogo.
Gli elementi raccolti hanno consentito di verificare che a giugno scorso i due uomini avevano acceso un fuoco, all’interno di un terreno nella loro disponibilità, per smaltire residui vegetali.
A causa delle condizioni ambientali e il clima particolarmente caldo e secco per effetto dei cambiamenti climatici, le fiamme si sono rapidamente propagate senza controllo, danneggiando l’uliveto confinante dove fortunatamente è stato spento prima di estendersi alle vicine aree forestali della Riserva Naturale di Monte Catillo.
Nel comunicato stampa i Carabinieri Forestali ricordano che l’art. 423 bis del Codice Penale (delitto di incendio boschivo) punisce pesantemente chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste, ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, sia a titolo doloso sia a titolo di colpa.
La stessa norma punisce con le stesse pene anche gli incendi che potenzialmente possono estendersi in aree forestali.
Per l’incendio boschivo causato per colpa si rischiano pene da due a cinque anni di reclusione, ma per i casi di incendi causati per dolo sono previste pene da sei a dieci anni di reclusione, in considerazione dell’importanza naturalistica, economica e sociale del patrimonio forestale tutelato dall’Articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana.
Le aree percorse dal fuoco sono poi oggetto di vincolo decennale, previsto dalla Legge 21 novembre 2000, n. 353 (Legge quadro in materia di incendi boschivi), che impedisce edificazione, cambio di destinazione urbanistica, pascolo e caccia. A tal fine i comuni hanno a disposizione i rilievi effettuati dai Carabinieri Forestale.
L’abbruciamento di residui vegetali nell’attività agricola è ammesso dall’art. 182 c. 6 bis D.lgs 152/2006 in ragione di un cumulo non superiore a tre metri steri, ovvero considerando “vuoto per pieno”, per ettaro, ma tale pratica, sempre sconsigliabile, non può essere attuata, come da ordinanza sindacale, nel periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi.
Per evitare il verificarsi di roghi devastanti e tutelare l’incolumità pubblica e ambientale, i Carabinieri Forestali ricordano le buone pratiche da osservare durante i periodi estivi o di massima pericolosità dichiarati dalle autorità regionali:
- Rispettare il divieto assoluto di abbruciamento. Nel periodo di massimo rischio è vietata qualsiasi combustione all’aperto di stoppie, residui vegetali o ramaglie, indipendentemente dalla quantità.
- Evitare fonti di innesco. Non utilizzare macchinari che producono scintille in prossimità di vegetazione secca, non gettare mozziconi di sigaretta accesi e non abbandonare rifiuti che possono essere punto di insorgenza e in alcuni casi innesco diretto del fuoco.
- Non parcheggiate l’auto sopra erba o foglie secche in quanto motore e catalizzatore possono raggiungere temperature sufficienti per l’accensione dei tessuti vegetali secchi.
- Prestare attenzione durante lo svolgimento di attività lavorative che determinino produzione di scintille o fiamme libere.
- Mantenere puliti i terreni da depositi di residui vegetali e dall’erba secca.
In caso di avvistamento di un incendio o di una colonna di fumo, contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 (oppure il 1515 dei Carabinieri Forestali) fornendo le indicazioni utili per un rapido intervento.
I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri incoraggiano chiunque – anche attraverso il numero gratuito di emergenza ambientale 1515 dei Carabinieri Forestali – a segnalare alle Autorità i comportamenti eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio.



































