TIVOLI – Botte e minacce per un debito di droga: condannati i pusher-estorsori

I due italiani si sono fatti restituire il triplo dall’uomo e dalla madre 80enne

Per due anni hanno tenuto sotto scacco un consumatore e l’anziana mamma.

Minacce, botte, un vero e proprio incubo.

Per questo ieri, lunedì 21 settembre, il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado per estorsione aggravata Daniele F., 36enne di Palestrina, alla pena di 4 anni e due mesi di reclusione e 3533 euro di multa, e Vittorio S., 40enne di Valle Martella, a 7 anni e due mesi di reclusione e 6200 euro di multa.

Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha condiviso la ricostruzione della Procura di Tivoli condannando gli imputati al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare in carcere.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, tra gli ultimi mesi del 2014 fino a settembre 2016 i due spacciatori avrebbero costretto un 58enne italiano di Genazzano a corrispondere somme di denaro per pregressi acquisti di sostanza stupefacente, minacciandolo di gravi danni all’incolumità personale.

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Dal processo è emerso che in una occasione – era il 27 maggio 2015 – la vittima fu aggredita a Genazzano da Daniele F. che lo colpì con un pugno al volto cagionandogli lesioni giudicate guaribili in 7 giorni.

Vittorio S., in concorso con Daniele F. e con David M., giudicato in un separato processo, avrebbe costretto il 58enne e la madre 80enne minacciandoli di danni all’incolumità individuale se non avessero pagato.

Fatto sta che i due sarebbero riusciti a far versare a madre e figlio somme cospicue e superiori al debito effettivamente maturato, ovvero 15 mila euro a fronte di un debito di 5 mila euro.

Ieri il Tribunale di Tivoli ha assolto Daniele F. per intervenuta prescrizione dalle accuse di spaccio di sostanze stupefacenti e lesioni personali aggravate per il pugno al volto sferrato al 58enne il 27 maggio 2015 a Genazzano.

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Daniele F. è stato però condannato alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

A Vittorio S. è stata comminata la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e all’interdizione legale durante l’esecuzione della pena.

Daniele F. e Vittorio S. sono stati infine condannati al risarcimento danni a favore del 58enne da liquidarsi in separata sede e al pagamento di una provvisionale dell’importo di 6 mila euro.

Stesso importo i due estorsioni dovranno versarli a favore della sorella del 58enne,

I due imputati devono infine rifondere le spese processuali sostenute dalle vittime pari a 4.128 euro ciascuna.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 30 giorni.

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