Monterotondo – Asilo Comunale di via Aldo Moro: da anni disservizi per l’acqua calda e i caloriferi

Non bastano gli sforzi dei genitori per contrastare l'umibità e l'incuria e costruire un ambiente accogliente per i loro piccoli

Da anni nella scuola dell’infanzia di Via Aldo Moro, una succursale dell’Istituto Comprensivo Loredana Campanari, non funziona lo scaldabagno, e anche d’inverno i piccoli dai 3 ai 5 anni devono lavare le mani con l’acqua fredda.

Questo sarebbe già poco tollerabile, se non fosse che siamo da quasi due anni nel mezzo di una pandemia che impone la continua pulizia delle mani: in queste condizioni il fatto diventa quasi una beffa. La misura delle salviettine igienizzanti, adottata come altertiva dalle maestre, non è adatta a tutti: ci sono bimbi con la pelle così delicata, che regisce irritandosi al continuo sfregamento con il materiale sintetico.

Entrambe le figlie di Roberto Barucchi, un imprenditore eretino, sono passate per quella scuola. “La più grande ora frequenta la terza elementare”, ricorda Barucchi, “e al tempo hanno montato nella scuola uno scaldabagno a pannelli solari, che però non ha mai funzionato. Il Comune dice di passarsela male, e che dobbiamo comprare tutto noi genitori: dalla carta igienica al cartoncino, dgli igienizznti ai colori. E questo posso ancora tollerarlo. Ma che bambini di 3-4 anni che debbano lavarsi d’inverno con l’acqua fredda non va affatto bene”.

Barucchi afferma che sua figlia minore, che frequenta a sua volta la scuola, sia sempre raffreddata, e che sia costretta a sottoporsi all’aerosol a settimane alterne. “Ho scritto ieri, lunedì, un messaggio audio al numero privato del Sindaco”, dice l’uomo mentre ce lo mostra, “ma lui non ha risposto. In compenso l’Assessore Garofoli mi risponde. Mi ha informato che per cambiare quel boiler ci vogliono almeno 5mila euro, che il Comune al momento non ha. Ho proposto loro almeno di mettere uno scaldabagno elettrico da 60 litri, che costa 300 euro”.

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L’Assessore alle Politiche Educative, Matteo Garofoli, conviene con il padre delle bambine che sia ora di porre fine a questo stato di cose, e riferisce la questione all’Assessora i Lavori Pubblici, Isabella Bronzino.

“Neanche i riscaldamenti nella scuola funzionano mai”, continua l’imprenditore, “credo che quest’anno la ditta sia venuta a manutenerli già 5 o 6 volte. Però, dopo due giorni, i termosifoni di nuovo si bloccano. Credo che in tutta la scuola, su venti termosifoni ne funzionino a malapena dieci. Nella sala mensa, la più grande dell’isitituto, se ne ccende solo uno, ma, nel passaggio da un turno all’altro, occorre arieggiare, quindi più di qualche bambino mangia indossando il giaccone, per quanto fa freddo. E tra questi c’è anche mia figlia. E poi, i bambini quando sono raffreddati, dobbiamo anche sottoporli ai tamponi…”.

L’uomo sostiene di aver chiesto più volte al Presidente del Consiglio Comunale, Vincenzo Donnarumma, di intervenire per sanare i disagi nella scuola che porta il nome di sua moglie (e che da anni è diretta dal Professore Luca Rinaldo Villani). E lui si sarebbe rivolto al Sindaco per sollecitare un suo intervento.

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L’ultimo intervento per riparare i termosifoni, invece, c’è stato lunedì 10 gennaio. “Mi hanno detto”, insiste l’imprenditore, “che il tetto sarebbe rotto, che nessuno è venuto a vedere la perdita, che piove sulla centralina dei termosifoni; però hanno aggiunto che, invece di riparare il tetto, hanno steso un telo sopra la centralina, per non farla bagnare. Però lunedì i tecnici hanno finito alle 10.30 il loro intervento, e la scuola non si sarà scaldata prima dell’ora di pranzo… Nella classe C funziona per intero un termosifone  su quattro; sui muri sta cadendo l’intonaco, nei bagni delle maestre non ci sarebbe l’acqua”.

E pensare che l’impegno dei genitori in questa scuola è davvero encomiabile: solo tre anni fa Roberto e altri genitori si sono messi a ridipingere le pareti interne della scuola, comprando la vernice di tasca loro e sostituendo anche le lampadine rotte. “Addirittura, una volta ho visto anche una serpe nell’erba del giardino alta quasi un metro. Due anni fa, io ed altri genitori”, continua Barucchi, “abbiamo portato nella scuola molti mobili dismessi da una banca, trasportandoli e rimontandoli in sede. Non si può continuare a trattare i bambini così”.

 

Sopra: lo stato della scuola.

Sotto: Roberto Barucchi e alcuni degli interventi volontari dei genitori.

 

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