FIANO ROMANO – Pezzi d’auto e oli sversati nel terreno adiacente l’officina: meccanico denunciato

 Blitz dei Carabinieri e del Nucleo Forestale di Sant'Oreste: area sequestrata

Sul terreno era accatastato di tutto: catalizzatori, ricambi d’auto, pneumatici e cerchi, oli esausti, frammisti a rifiuti urbani di varia natura.

Un deposito disomogeneo di componenti meccaniche in un terreno pertinente ad una autofficina, utilizzato anche come “braciere”.

Per questo i Carabinieri del Nucleo Forestale di Sant’Oreste e i militari della Stazione di Fiano Romano hanno denunciato un artigiano per gestione illecita di rifiuti pericolosi e combustione illecita di rifiuti: reati per i quali l’uomo rischia fino a sei anni di reclusione.

 

 

Secondo un comunicato stampa diffuso oggi, venerdì 24 luglio, dal Comando provinciale dell’Arma, l’operazione congiunta, condotta per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, ha portato anche al sequestro preventivo dell’intera area e dei materiali a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Rieti.

Nell’ambito del costante controllo del territorio e della tutela dell’ambiente svolti in stretta sinergia tra la linea Forestale e l’Arma Territoriale, i militari hanno individuato un cumulo disordinato e caotico di circa 35 metri cubi di rifiuti speciali, sia pericolosi sia non pericolosi.

Tra catalizzatori, ricambi d’auto, pneumatici e cerchi, particolarmente critica è risultata la situazione dello stoccaggio di rifiuti liquidi pericolosi: oli lubrificanti esausti abbandonati in recipienti di plastica poggiati direttamente sul nudo terreno, privi di qualsiasi bacino di contenimento o sistema di sicurezza per scongiurare l’infiltrazione nel suolo.

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Sul posto sono state inoltre rilevate chiare tracce di avvenuta combustione illecita di rifiuti.

Nel comunicato stampa i Carabinieri Forestali sottolineano che a gestione illecita di rifiuti pericolosi è punita dall’art. 256, comma 1 – secondo periodo del D.Lgs. 152/2006 con la reclusione da 1 a 5 anni. Inoltre, il reato di combustione illecita di rifiuti (art. 256-bis D.Lgs. 152/2006) prevede la pena della reclusione da 2 a 5 anni, che sale da 3 a 6 anni quando a essere bruciati sono materiali pericolosi.

La corretta gestione dei rifiuti speciali e pericolosi non è solo un obbligo legale, ma la prima difesa per la salute pubblica e la qualità delle falde acquifere.

Le aziende e le attività artigianali (officine, carrozzerie, cantieri) devono garantire la tracciabilità totale. I rifiuti prodotti dalle attività lavorative devono essere annotati in apposito registro e trasportati sempre accompagnati dal FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti) tramite ditte abilitate al trasporto rifiuti, tramite idonea iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Nelle normali attività lavorative, le aziende debbono porre cura al deposito temporaneo dei rifiuti prodotti, che salvo deroghe per modiche quantità possono essere tenuti per un massimo di tre mesi. Tali rifiuti vanno comunque depositati in frazioni omogenee e nel rispetto delle cautele tecniche necessarie per evitare danni ambientali.

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In particolare lo stoccaggio di rifiuti liquidi pericolosi (oli esausti, solventi e liquidi dei radiatori) deve avvenire in appositi serbatoi a tenuta stagna e doppia parete, collocati su appositi bacini di contenimento (vasche di raccolta per eventuali perdite).

I Carabinieri Forestali ricordano, inoltre, il divieto assoluto di bruciare rifiuti, condotta che costituisce un reato grave e che può rilasciare diossine e sostanze tossiche persistenti nell’aria.

Se si notano accumuli sospetti di pezzi meccanici, contenitori di olio abbandonati o colonne di fumo nero dall’odore acro, contattare tempestivamente il Numero Unico di Emergenza 112 o il 1515 (numero di pubblica utilità per la segnalazione di fatti di interesse Ambientale gestito dall’Arma dei Carabinieri) per permettere un tempestivo ed efficace intervento.

I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri incoraggiano chiunque – anche attraverso il numero gratuito 1515 – a segnalare alle Autorità i comportamenti eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio.

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