In riferimento all’articolo TIVOLI – Semafori “intelligenti”, dietrofront del sindaco: “Creano caos, li ha voluti il mio predecessore”, da Massimiliano Rossini, Segretario della Federazione di Rifondazione Comunista di Tivoli, riceviamo e pubblichiamo:
“Mascherare il fallimento viabilistico di Largo San Giovanni dietro la favola del “metodo basato sui dati” non cancella la realtà: si è paralizzata la città per mesi e si sono buttati al vento i soldi dei cittadini.
Mentre il Sindaco gioca a fare l’amministratore scaltro e intelligente procedendo per tentativi ed errori, a pagarne le conseguenze economiche e personali sono unicamente i cittadini.
Se il Primo Cittadino ha il coraggio delle proprie azioni, chieda scusa agli automobilisti a cui ha reso la vita un inferno quotidiano.
Parliamo di un gigantesco spreco di denaro pubblico:
Prima i fondi della giunta Proietti per semafori rimasti inutilizzati;
Poi i fondi del Giubileo usati dalla nuova amministrazione per una rotonda mortificata dagli stessi semafori;
Ora le risorse per un ennesimo studio tecnico.
Coerenza vorrebbe che i consiglieri comunali che ieri sostenevano la giunta Proietti e oggi siedono in maggioranza rinunciassero ai propri gettoni di presenza per ripagare la città dei fondi sprecati.
Le nostre proposte sono chiare e concrete:
Trasporto Pubblico Reale: Stop alle “riorganizzazioni” su carta che non erogano alcun servizio e tagliano le corse. Servono bus efficienti, orari coperti e un servizio all’altezza.
Presidio della Polizia Locale: In un imbuto storico come quello di Tivoli, serve la presenza fisica degli agenti nei momenti di picco per gestire i flussi in modo dinamico, invece di bloccare le rotonde con semafori inutili.
Programmazione, non tentativi: Basta spese per studi isolati; serve un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) serio e partecipato che metta in sicurezza gli incroci e i pedoni.
Amministrare significa rispettare i cittadini e tutelare le risorse pubbliche, non fare esperimenti sulla pelle e sulle tasche della collettività”.
































