Da Gabriele Catini, segretario Unione Inquilini di Tivoli, riceviamo e pubblichiamo:
1. Sull’operato di ATER e della Regione Lazio:
«Inviare 1.700 lettere di sfratto (170 a Tivoli) in modo indifferenziato è la testimonianza di una gestione semplicemente vergognosa della questione abitativa, sia da parte dell’ATER che della Regione Lazio.
Ridurre le fragilità sociali a una mera pratica burocratica o contabile significa non voler guardare in faccia la realtà dei nostri quartieri.
Dietro a ognuno di quei numeri ci sono famiglie, anziani, lavoratori a basso reddito e persone che spesso si sono trovate nell’impossibilità oggettiva di far fronte ai canoni».
2. Sull’assenza di dialogo politico e la mancanza di coinvolgimento:
«Troviamo grave e inaccettabile che l’assessore alla casa Ciacciarelli e lo stesso Presidente della Regione Lazio Rocca non abbiano minimamente ritenuto opportuno interpellare e coinvolgere le organizzazioni sindacali degli inquilini.
Calare decisioni così impattanti dall’alto, ignorando chi ogni giorno rappresenta e tutela gli assegnatari, dimostra una completa insensibilità sociale ed è un atteggiamento che respingiamo con forza».
3. Sulla richiesta d’intervento al Comune di Tivoli:
«Chiediamo al Sindaco un intervento urgente e non più rinviabile.
Il Comune deve farsi carico della situazione e pretendere subito da ATER la trasmissione dettagliata di tutte le schede contabili, analizzando singolarmente le posizioni debitorie di ciascun assegnatario.
È l’unico modo per distinguere le situazioni di vera morosità incolpevole e comprendere la reale entità dei crediti».
4. Sulla proposta di soluzioni e tavoli di confronto:
«Una volta completata la disamina caso per caso, occorre avviare uno studio di fattibilità per definire piani di rientro graduali, personalizzati e realmente sostenibili per gli inquilini.
Solo permettendo alle famiglie di sanare la propria posizione con modalità compatibili con i loro redditi potremo evitare centinaia di sgomberi e salvaguardare la tenuta sociale della città.
Pretendiamo risposte immediate e l’apertura immediata di un tavolo di confronto».
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