TIVOLI – “Mi puntava la pistola, così ho reagito al rapinatore”

ntervista a Rosa, la tabaccaia derubata: "Ringrazio il passante che ha pedinato il ladro contribuendo all'identificazione"

<<Quella mattina, un angelo mi ha aiutato». Nelle parole di Rosa Puliga, 76 anni, tiburtina doc e titolare da 40 anni della storica tabaccheria al civico 43 di viale Nicolò Arnaldi, nel centro di Tivoli, c’è tutta la riconoscenza per chi, sabato 1° agosto, non è rimasto indifferente davanti alla sua richiesta d’aiuto.
Erano circa le 12 quando un uomo, L. D. P., 40 anni, italiano e già noto alle forze dell’ordine, avrebbe messo a segno una rapina, portando via circa 500 euro d’incasso e spintonando la commerciante a terra prima di fuggire.

 

 

In quei concitati istanti, però, un passante ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Sentendo le urla di Rosa, si è lanciato all’inseguimento del rapinatore per le vie della città e, grazie alle fotografie scattate durante la fuga, ha fornito un contributo determinante alle indagini, consentendo alle forze dell’ordine di identificarlo. Un gesto di coraggio e di responsabilità che dimostra come, anche nei momenti più difficili, la scelta di intervenire possa davvero fare la differenza.
Per il 40enne, non è scattato l’arresto, essendo ormai scaduta la flagranza di reato (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO)

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Ai microfoni di Tiburno.tv, Rosa ripercorre quei momenti e affida il suo grazie più grande proprio a quel passante che, senza conoscerla, ha deciso di aiutarla.

Signora Rosa, come sta?


«Diciamo bene».

Ci può raccontare quello che è successo sabato mattina?


«È entrata una persona nella tabaccheria, veloce come un fulmine. Si muoveva con sicurezza nell’ambiente, sembrava conoscerlo molto bene. Io ero davanti alla cassa: lui si è precipitato lì e, con una pistola puntata, mi ha detto che era una rapina. Ha aperto la cassa, poi mi ha dato degli spintoni e dei cazzotti che mi hanno fatto cadere a terra.Dopodiché è scappato e io gli sono corsa dietro, ma lui correva veloce. Il destino ha voluto che una persona, un angelo lo definirei, sentendomi urlare abbia deciso di inseguirlo per tutta Tivoli».

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Per lei questa è stata la prima rapina?

«Sì».
Ha avuto paura?

«Più che paura, è stato un momento di incoscienza. Ho reagito dandogli dei colpi per cercare di salvare la cassa. Non ero mai passata attraverso una situazione del genere, ma quando succedono queste cose è davvero triste».

A chi si sente di dire “grazie”?

«Sicuramente al signore che mi ha aiutata. Non so quante persone avrebbero fatto lo stesso. Se non fosse intervenuto, magari il rapinatore sarebbe sparito nel nulla, facendo perdere le sue tracce. Lo ringrazierò per sempre».

Cosa si aspetta ora dalla giustizia?

«Io so che è libero. Il corso della giustizia non è sempre quello che dovrebbe essere. I magistrati a volte possono sbagliare, quindi non lo so. Vedremo».

 

Dì Francesca Romana Severini

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