GUIDONIA – Città più bella, 90 mila euro per riqualificare il parco del “Bollente”

Lavori affidati ad una ditta specializzata in ristrutturazioni di appartamenti, uffici e condomini

Era larga un metro e mezzo e profonda due, sufficiente a “inghiottire” una persona.

Si presentava così la voragine apertasi nel 2018 all’interno del Parco del Bollente, l’area verde di via Foggia a Villalba di Guidonia chiusa al pubblico da quasi 8 anni.

Ora l’amministrazione comunale di Guidonia Montecelio è pronta a intervenire per consentire la riapertura.

 

Una panoramica del Parco del Bollente, a Villalba di Guidonia

 

Lo stabilisce la determina numero 118 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA – firmata lunedì 5 ottobre dal dirigente all’Ambiente Flavio Fabbietti.

Con l’atto viene affidato l’incarico per la riqualificazione  del Parco per un importo complessivo pari a 90.080 euro e 46 centesimi alla “Mida Home S.r.l.” di Roma.

Dalla determina emerge che il dirigente ha individuato la Società amministrata dal 70enne imprenditore di origini calabresi Mario Caputo dal curriculum, essendo specializzata in ristrutturazioni di appartamenti, uffici e condomini, di bagni, cucine e parti esterne, attraverso l’impiego di pompe di calore, coibentazioni a cappotto, infissi ad elevata efficienza termica e pannelli solari termici e fotovoltaici. 

Vale la pena ricordare che il 14 dicembre 2025 con la determina numero 137 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA – l’allora dirigente del settore Ambiente Bernardina Colasanti aveva affidato l’incarico da 12.881 euro e 10 centesimi per la progettazione esecutiva e direzione lavori, per la riqualificazione del Parco del Bollente, all’Ingegner Maurizio Pompei, 53enne della Borghesiana, periferia Est di Roma (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

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Per la riqualificazione del Parco del Bollente erano stati stimati come necessari 145 mila euro.

Con la determina numero 118 il dirigente Flavio Fabbietti ha stabilito che le somme rimaste a disposizione per effetto del ribasso, complessivamente pari ad 35.529 euro e 04 centesimi, per i successivi lavori di allestimento dell’area ludica comprensivo di pavimentazione anti trauma.

Vale la pena ricordare che il Parco del Bollente sorge in una vecchia cava di travertino ritombata con materiali di riporto e di risulta, per cui nel 2018 infiltrazioni di acque meteoriche comportarono il ripetuto verificarsi di dissesti.

Il caso esplose il 30 marzo 2018, quando l’allora dirigente del settore comunale all’Ambiente Paola Piseddu e l’assessora Tiziana Guida allertarono la Regione Lazio sulla scorta di numerose segnalazioni dei residenti.

Così il 23 maggio 2018 l’allora Dirigente regionale dell’Area Risorse Idriche e Difesa del Suolo Paolo Menna effettuò un sopralluogo al “Bollente” insieme ai geologi regionali Lorenzo Liperi e Giacomo Catalano, accompagnati dal funzionario comunale Marco Quaranta e dal suo collaboratore Emilio Diana.

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Secondo la ricostruzione dei tecnici, il parco altro non è che il colmamento di una vecchia cava di travertino con materiali di riporto e di risulta, per cui i fenomeni erosivi sono causati da infiltrazioni di acque meteoriche che hanno comportato il ripetuto verificarsi di dissesti.

Dissesti testimoniati, oltre che dalla voragine nel parco, anche da altre depressioni di cui una sulla strada asfaltata in corrispondenza di uno dei due cancelli di accesso al “Bollente” e l’altra nelle vicinanze di uno scivolo e di giochi per bambini.

I geologi riscontrarono inoltre sulla parte sommitale della voragine la presenza di una tubazione in Pvc e in profondità della depressione del materiale franato, ma per la presenza di numerose abitazioni sul confine del parco ad una distanza di circa 10-20 metri dalla voragine i tecnici suggerirono all’amministrazione di non restare con le mani in mano.

In particolare di approfondire la situazione con specifiche indagini – geofisica, tomografica elettrica o sismica, gravimetria e uso di telecamere – per delimitare e caratterizzare l’area, potenzialmente soggetta ai fenomeni erosivi, ma soprattutto per verificare l’assetto geologico e l’eventuale evacuazione degli edifici.

A distanza di oltre 8 anni il pericolo sembra scampato e il Parco del Bollente potrebbe riaprire.

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